11 August 2017

Esiste già un governo a guida ONU: il nostro




Proseguono le settimane africane, con il Codice Minniti firmato dalle Ong, alcune delle quali più ribelli delle altre che invece non firmano, come Medici Senza Frontiere. Che cos'è e cosa contempla il Codice Minniti, potete prenderne visione qui sul sito NP.  Come potete rendervi conto, è una pagliacciata, il solito pannicello caldo che serve a mettersi la coscienza in pace, e che vorrebbe veicolare il concetto di "immigrazione legale", mettendo d'accordo l'ipocrita "noi salviamo vite" con il suo contrario "non tutti possono stare qui". Impossibile!
Settimane africane  di grande stress che hanno visto come perfino a Ceuta  (l'enclave spagnola in Marocco) gli immigrati abbiano in massa preso d'assalto la barriera come gorilla inferociti.
Ben 187 persone hanno superato di corsa il valico di Tarajal approfittando di una disattenzione delle guardie. Per non dire dell'imbuto di Ventimiglia trasformato in una nuova giungla su modello Calais, con l'aggravante che nella cittadella ligure non c'è spazio. 

Si sappia che i criminali immigrazionisti dispongono anche di "volontari" detti No Borders, i quali istruiscono e aizzano a dovere le truppe cammellate africane.
Avete notato che ogni qualvolta c'è una crisi immigrazionista, i nostri governanti ricevono con tutti gli onori qualche esponente dell'ONU? E che i contenuti di questi colloqui non vengono mai riferiti in Parlamento? E' successo a Renzi con Ban-ki- Moon nel 2015.


Ora è appena riaccaduto a Gentiloni con Ghassan Salamè.  Poi c' è quel geniaccio della politica estera di Alfano l'Africano che invoca addirittura la guida ONU per risolvere la crisi libica. Mai visto né sentito niente di più  tragico e farsesco. 

"Le vicende della Libia devono essere messe in primo piano nell’agenda della politica internazionale e occorre che le Nazioni Unite si assumano la leadership dei negoziati”, ha detto il  siculo Angelino dopo un incontro alla Farnesina con Ghassan Salamé, il nuovo rappresentante speciale del segretario generale dell’Onu per la Libia. Secondo Alfano, infatti, in Libia ci sono stati troppi negoziati, troppi negoziatori e zero risultati finali”. Ora arriverà direttamente l'ONU e le cose cambieranno. In peggio.

L'Italia brucia e i nostri inetti  governanti invocano i piromani dell'ONU che è autentica benzina sul fuoco, per ottenere ancora più cessione di sovranità e un governo onusiano a guida mondiale.

Il nostro povero paese è al centro di un esperimento di "laboratorio" che dovrà servire da monito e da apripista ad altri paesi europei: è il più crumiro, il più immigrazionista, il più disponibile alla svendita di sovranità, il più suddito, il più eurosuccube. C'è da vergognarsene!

Gentiloni e il portavoce Onu Ghassan Salamé


I partiti identitari devono fare analisi molto precise sul perché quando il governo è in difficoltà chiede direttamente aiuto ai "piromani" in luogo dei pompieri e darne conto agli elettori. Devono richiedere a viva voce che il governo riferisca in Parlamento sulle continue visite da parte di esponenti Onu e sulla loro funzione.  E l'ONU, come ho detto, è benzina sul fuoco. Non a caso, abbiamo già una costola delle Nazioni Unite nella terza carica dello stato. Quando la destabilizzazione etnica, politica, sociale ed economica ne avrà maturate le condizioni, ci ritroveremo con ogni probabilità,  i futili caschi blu ciondolare per le strade. Forse pachistani, afghani, yemeniti o congolesi.  Tanto inutili nella forma, quanto indispensabili nella sostanza, al fine di cancellare anche l'ultimo pallido ricordo, l'ultimo brandello di sovranità nazionale. E per cosa ? Ma per la piena applicazione dei Diritti Umani: quelli di tutti gli altri, quelli dell'universo mondo, ma non i nostri.
Leggetevi un po' la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, e capirete perché hanno obbligato tutte le nazioni occidentali e metterla quale preambolo prima del loro stesso statuto nazionale che sta in subordine.  In particolare gli articoli 13 e 14 che estraggo.


  • Articolo 13 Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese. 
  • Articolo 14 Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni. Questo diritto non potrà essere invocato qualora l'individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.
Vi dice niente tutto ciò? Ecco da dove nasce la protervia di Gentiloni quando asserisce che "il mondo è di tutti". Ed ecco perché tutto il mondo entra da noi. 

Tutte le nostre istituzioni sono state infiltrate e corrose da questi malsani principi. Non dimentichiamo poi che la Terza carica dello stato, la PresidentA Laura Boldrini proviene da quel mondo e ne rappresenta una costola  operativa in parlamento.  La Chiesa cattolica non ha fatto eccezione. E' stata infiltrata e corrosa dall'interno fino ad essere ridotta ad una sorta di ONG e onlus di terza categoria presieduta da un antipapa in odore di massoneria gesuitica, che si comporta in modo sconcertante ed è servito ad allontanare definitivamente i fedeli dalla chiesa. Missione compiuta! Già in chiesa, con quel ridicolo "scambiamoci un segno di pace" durante la Messa, l'Onu ha fatto il suo ingresso mettendo in subordine il Cristianesimo che è nata quale religione di pace e non ha bisogno di simili ostentazioni aggiuntive. 

E' per il nostro bene, è per l'Amore universale, è per il Common Good...tutto ciò che l'ONU fa è sempre e comunque a fin di bontà e a favore dell'Umanità. E' questa la fregatura del nuovo millennio!

Teniamoci questa Matrix, questa immensa ragnatela appiccicosa azzurrina che avvolge il mondo chiuso tra due rami d'ulivo, un logo che non vuole mettere in evidenza nessuna nazione (siamo tutti uguali, perbacco!), ma solo il polo schiacciato,  e che ogni giorno proclama la sua "giornata mondiale" (della terra, dell'acqua, dell'aria, dei popoli indigeni, della gioventù, dei desaparicidos, dell'abolizione della schiavitù, contro le mine, contro il fumo, ecc, ecc). Macché santi, beati e martiri! Ogni giorno, una buona azione onusiana.
Il Palazzo di Vetro tutto vede e a tutto provvede.
La Sala di Meditazine dell'ONU

All'interno del Palazzo di Vetro dell'ONU è presente una Sala di Meditazione, gestita dal Tempio della Comprensione. Essa è costruita a forma di piramide tronca (simbolo illuminatista, N.d.R.), al centro vi è un altare di magnetite perfettamente lavorato ed è il più grande frammento naturale di magnetite mai estratto. Questo "altare" rappresenta un simbolo massonico, in riferimento alla pietra angolare del Tempio (l'obiettivo dei massoni è quello di edificare una società nuova, che in gergo massonico si definisce "Tempio dell'Umanità" N.d.R.). Sulla parete è presente un affresco, che a detta dei teosofi servirebbe a "donare energia" agli uomini lì presenti per mettersi più facilmente in contatto con la verità esoterica. In questa sala si sono raccolti in meditazione moltissimi politici, industriali, tra cui la famiglia Bush e Rockefeller, ma anche leader spirituali, come il Dalai Lama. Il murales misterioso aiuta inoltre i “fedeli” ad entrare in contatto con energie esoteriche, ed aiuta a raggiungere uno stato di coscienza alterato.(da Verità oltre il sistema). 

Se è così, meditiamo gente, meditiamo!.. Ma, intanto,  non perdiamo di vista i nostri traditori che ci hanno consegnato a tutta questa gentaglia. Qui e ora,  si osserva giorno per giorno che il nuovo trasformistico filone piddiota é la parola "respingimenti" (a parole, però!) come chiesto dalla maggioranza degli italiani, a prescindere dal partito votato. Le elezioni sono imminenti e la sinistra deve pur tentare di far dimenticare i vari collassi e disastri che ha provocato per darsi una nuova verginità.
Perché la sinistra è la più vicina all'ONU e perché l'Onu sceglie i partiti della sinistra per i suoi scopi? 
Perché può realizzare attraverso i suoi dettami, un  nuovo e più ampio disegno di  comunismo su scala globale e planetaria. Sempre all'insegna del "Bene Collettivo". 

06 August 2017

Una tragedia ferrarese, italiana ed europea




Di tutte le tragedie di quest' estate africana (e lo dico in tutti i sensi e non solo in quello climatico) , quella che mi ha maggiormente colpito è stata la morte di un povero antiquario  ferrarese che se la passava male con gli affari, che non aveva più il denaro per sbarcare il lunario per la propria famiglia, che essendo stato sfrattato a 77 anni,  non era più sicuro di niente:  né di un tetto sopra la testa, né di un lavoro, né di poter mantenere la propria famiglia. La disperazione gli fa uccidere moglie e figlio, poi si suicida e prima di fare tutto ciò, brucia la casa che gli stavano per requisire mediante sfratto. Qui la dinamica dei fatti.
I nostri poveri connazionali non hanno più diritto alla pubblica assistenza, a far ricorso ai servizi sociali, a parlare con sincerità e col cuore in mano al sindaco della propria città?

Lo avrebbero soccorso? Gli avrebbero dato quella corsia preferenziale che merita chi è nato qui, o lo avrebbero mescolato a tanti altri  (troppi!)"aventi diritto", proveniente da altri continenti, facendolo sentire ancora più solo e isolato?

Io credo che se intorno all'antiquario ci fosse stata  "un'altra città" e "un'altra Italia", questo povero sventurato non avrebbe mai preso una decisione tanto drammatica e senza ritorno. Ma è il contesto che ci circonda che è disperante e che può rendere la vita più insopportabile di quella che è già. Noi siamo soliti leggere i resoconti della cronaca nera espressi in un linguaggio asettico da referto di medico legale:

Il suo corpo è stato trovato intorno alle 7.30 sotto i portici dell’Oca Giuliva, in via Boccacanale di Santo Stefano, di fronte al civico 32: un commerciante in zona ha sentito l’esplosione dei colpi di pistola e ha avvertito le forze dell’ordine. Per terra, accanto al corpo, c’era una pistola a tamburo calibro 38 con al quale l’uomo si era appena sparato. Trovati anche i corpi senza vita di due gatti.


Lo sfratto

Sono ancora da chiarire le ragioni, ma per gli investigatori si tratterebbe di un omicidio suicidio. Ma l’origine dela tragedia familiare è forse da cercare nelle condizioni economiche dell’ex antiquario, molto noto in città. L’uomo attendeva lo sfratto esecutivo dall’abitazione in piazzetta privata Fratelli Bartolucci: a mezzogiorno, l’ufficiale giudiziario avrebbe dovuto dare corso al provvedimento. Un mese fa era avvenuto il primo accesso di sfratto non eseguito perché la casa era piena di mobili e da svuotare.

Ma ecco le domande che ci assillano. Se c'è pietas per gli stranieri (il mantra del "salviamo vite"), perché è sparita per gli Italiani? Se ora si accettano perfino occupazioni abusive di case agli immigrati, perché nessuno ha aiutato a trovare un alloggio al signor Galeazzo Bartolucci e alla sua famiglia?

Ed ecco le solite giustificazioni tardive di chi avrebbe dovuto provvedere ma non l'ha fatto. 



La famiglia Bartolucci non si è mai rivolta all’ufficio abitazioni» del Comune di Ferrara «per richiedere un’eventuale assistenza dovuta ad emergenza abitativa, come non risultano contatti negli ultimi anni con l’Asp per problematiche sociali». Lo chiarisce l’assessore comunale al Welfare di Ferrara Chiara Sapigni, intervenendo con una nota sulla tragedia avvenuta nel centro storico. «Resta pertanto - prosegue l’assessore - una grande amarezza e il rammarico di non aver potuto capire il grande disagio che la famiglia stava vivendo ma che, forse, per dignità ed orgoglio non si è avvicinata ai servizi comunali preposti».



Già, di orgoglio e dignità si muore suicidi e si distrugge il proprio bene supremo: la propria famiglia. La città  (considerata in questa estate torrida,  la più calda d'Italia fino a 50 gradi percepiti) è chiusa per ferie; l'Italia e gli Italiani vanno in vacanza e i ristoranti la sera si riempiono di gente ben vestita che corre a divertirsi fino a tardi. La tragedia di Ferrara in un giorno di atroce canicola agostana, ci fa pensare al contrasto tra la disperazione interiore e l'edonismo di massa di chi rincorre piaceri effimeri.



Ma anche alla falsa ipocrisia di chi pretende sfamare folle di  interi continenti, sprofondando invece i propri cittadini nell'abisso di una depressione (economica e non) che conduce al buio nella mente e a gesti inconsulti. Galeazzo Bartolucci, anni 77 e la sua famiglia: era un antiquario conosciuto che amava il suo lavoro. Altri martiri di questa Italia e di questa pessima minuscola e meschina Europa matrigna. 
E la lista si allunga, si allunga a dismisura.




29 July 2017

L'estate delle solite emergenze permanenti



Non se ne può più di sentire pronunciare dai media con estrema banalità e superficialità la parola "emergenza". Credo che sia la parola più frequente dei soliti bollettini di guerra trasmessi dai TG: emergenza siccità, emergenza incendi, emergenza immigrazione, emergenza sbarchi, emergenza criminalità, emergenza sicurezza, emergenza terrorismo,  ecc.
Non va meglio nella cattiva stagione invernale: emergenza maltempo, emergenza neve, emergenza valanghe, emergenza alluvioni,... In ogni caso, è una parola buona per tutte le stagioni.  Provate a contare tutte le volte che viene pronunciata. Credete forse che sia per caso? No, non lo è.
Ce lo disse Attali in un famoso video  già abilitato in precedenza, che dallo stato di emergenza non si potrà mai più uscire, poiché  i governi darebbero  subito un'immagine di debolezza. Disse anche che avendo debellato la pena di morte e con l'estinzione del comunismo a Est, ci vuole qualcosa che metta soggezione ai popoli. E che questo qualcosa per i governi in carica, chiamasi l'état d'urgence (lo stato di emergenza).

Veniamo all'Italia che brucia. Ogni zona ha i suoi gruppi criminali che bruciano. Bande che vogliono ottenere appalti in cambio della sicurezza delle zone boschive (o mi dai l'appalto o brucio tutto); clan che attraverso il fuoco rendono inedificabili i terreni da cui vogliono ottenere percentuali sulle concessioni edilizie e i lavori di costruzione; e ancora con il fuoco le organizzazioni trasformano parchi nazionali in spazi ideali per le discariche abusive (da materiale plastico a stoffe, rifiuti speciali il cui smaltimento comporta oneri che le aziende aggirano appaltando alla camorra).

Dal Vesuvio alla riserva degli Astroni, ormai distrutta per oltre un terzo, da Roma alla Maremma, alla Costiera Amalfitana, l'Italia brucia come ogni estate con la differenza, significativa, di un dato allarmante che dovrebbe imporre alla politica una seria autocritica: in un solo mese, da metà giugno a oggi, in Italia è andato in fumo tutto quel che è bruciato nell'intero 2016. Quindi nessuna regia unica o piano eversivo, ma solo ciò di cui non si vuole parlare, mai: il fuoco come declinazione - l'ennesima - dell'economia criminale che può esistere perché il territorio è in balia di se stesso senza alcuna seria possibilità di prevenzione, previsione, monitoraggio e intervento. (La Mafia del Fuoco- Repubblica).

Ma a parte tutto ciò ben riportato, non si tratta  unicamente della solita camorra o della solita mafia, ma soprattutto di un motivo di plateale evidenza: gli esseri umani hanno bisogno di spazio, e provenendo dall’Africa e dall’Oriente vogliono a tutti i costi impadronirsi di quello più abbordabile: l’Italia, che è ormai quasi del tutto piena, e la Grecia, piccola per estensione ma luogo di ancoraggio utilissimo per tutti gli altri luoghi dell’Europa d’Occidente.  (Italiani in via d'estinzione - Ida Magli).

Patetico l'intervento di Mattarella sui presunti "piromani". Macché piromani coi mozziconi e gli accendini! Questi sono fior di criminali  ben organizzati che agiscono impunemente con ettolitri di combustibile alla mano. Inoltre Mattarella finge di non sapere che l'Italia è un porto di sbarco aperto alla peggior teppaglia criminale possibile, che è una nazione che ha smarrito da tempo e le sue chiavi di casa  e che chiunque degli "sbarcati" o dei "nuovi italiani" può essere arruolato in questo tipo di criminalità.



Non va meglio con il problema "siccità". Ora si parla di "nasoni" (i rubinetti sempre aperti) a Roma che farebbero disperdere troppa acqua. Di fontane, fontanelle e fontanili e di tubature obsolete che favoriscono gli sprechi. Roma, la città imperiale più famosa nel mondo  per gli acquedotti e per le terme oggi è diventata la città-zimbello. Qui su questo sito, la storia della  rete idrica e della cultura delle acque nell'antica Roma. In California alle stagioni della siccità, fanno riscontro affari eccellenti della Nestlé che continua a "imbottigliare" grazie allc concessioni delle riserve idriche a basso prezzo, tanto per fare un esempio.
Non va meglio da noi dove lo stato di allerta coinvolge tantissime regioni e non solo il Lazio coi suoi laghi di Bracciano e Bolsena  quasi in magra totale. In particolare Parma e Piacenza. Il Piemonte affronta una riduzione delle risorse idriche relativa ai fiumi dimezzate del 60%. In Sardegna è stato diramato uno stato d’emergenza, la regione non affrontava una crisi così dal lontano 1900. La Sicilia fa i conti con risorse idriche al limite, il Veneto ha emanato provvedimenti specifici per combattere la crisi idrica. Infine il Friuli è stato colpito da un vero e proprio deficit idrico dovuto ai fiumi e bacini in secca. Ma è una realtà che ha più facce. Da una parte la diminuzione costante e repentina dell’acqua dovuta a fattori e mutamenti climatici (anch'essi tutti da analizzare).  L‘altra faccia è rappresentata dalla vendita delle risorse idriche italiane alle Multinazionali a prezzi di concessione minimi. I dati certi sono rappresentati dal business della vendita dell’acqua in bottiglia da parte di varie Multinazionali, parliamo di circa due miliardi di euro. Conti alla mano, i prezzi dei concessionari dell’acqua sono di circa 1 euro ogni mille litri. Praticamente un 0,001 cioè un millesimo al litro. È evidente che le regioni concedono canoni a prezzi irrisori alle Multinazionali.


Intanto però, a  essere colpiti da questa ondata di caldo torrido sono tutti i cittadini, tant'è  che si parla di avviare un programma di razionamento delle acque per tutta la Penisola. Ce lo dice l'Europa? Tempo fa a Bruxelles avevano già detto che gli Italiani sono degli spreconi perché hanno il pessimo vizio di docciarsi con "acqua potabile". E qui mi urge aprire una parentesi.

Cari Farabutti di Bruxelles,
lo sapete o no che si respira anche con la pelle? E che in caso di veleni  disciolti nell'acqua si può rimanere contaminati anche dai pori? 
Volete a mezzo doccia, farci fare la fine della ragazza di 007- Missione Goldfinger, o strozzini che non siete altro?

L'acqua detta "oro azzurro" o "oro blu" è un bene per tutti, il primo bene supremo della terra. Ma a quanto pare c'è chi trae da questo stato di permanemte  "calamità naturale" e di "emergenza" alla Attali, il proprio tornaconto per imbottigliare e vendere a tutto spiano. Tutta colpa dell'incremento turistico - si dirà. Ma è così da parecchie estati (almeno quindici):  chiedetevi il perché.


Della terza cosiddetta "emergenza" (quella degli sbarchi) ho già parlato anche troppo in vari post. Mi limito a dire che  dietro al solito mantra del salvare vite c'è in realtà,  il loro assicurarsi che lo sbarco e la conseguente invasione sul nostro territorio, proceda indisturbata.

Nel mentre, si brucia, si appicca fuoco, si riducono le aree boschive, si rendono abitabili vecchi "bassi" che un tempo non avrebbero mai ottenuto "l'abitabilità" dall'Ufficio Igiene, si mettono a secco le città e si raziona l'acqua aad una popolazione aumentata in modo esponenziale tra turisti e immigrati,  eccetera.

Tre "emergenze" in un solo colpo? Dubitare dei loro scopi e vederle slegate le une dalle altre, sarebbe un po' come dire che tre coincidenze non fanno un piano.
Il Governo Mondiale ha fretta: fate presto, fate presto!


21 July 2017

L'Apocalisse secondo Jean Raspail

Molti sul web e pure su questo blog l'hanno già letto e consigliato. Non è un romanzo d'evasione da leggere tranquillamente sotto l'ombrellone, ma è stupefacente e ben scritto, pur nello scenario inquietante e distopico che descrive. Parlo del libro di Jean Raspail "Il Campo dei Santi" (Le Camp des Saints), un libro corale e polifonico a più protagonisti, scritto nel 1973 ma che si ambienta più avanti, negli anni '90. L'acre sarcasmo che pervade il romanzo, il suo tono irriverente e ironico, contrasta singolarmente con quella che potremmo definire la sua dimensione "religiosa". Raspail vi ha infatti introdotto una serie di riflessioni sconsolate sul cristianesimo contemporaneo e sulle tendenze che a suo avviso, rischiano di trasformare il Vangelo in sovversione con il Cristo tradito da una chiesa devastata dalla retorica pauperistica e terzomondista.
Con un Papa che - guarda caso - si chiama Benedetto XVI, ma che lungi da rassomigliare a papa Ratzinger, rassomiglia fin nelle virgole a Bergoglio. Come Bergoglio è latino-americano (brasiliano, anche se non proprio argentino), non vive nelle stanze del Vaticano ma si atteggia a "poverello d'Assisi". Nel libro dorme infatti su un duro pagliericcio di ferro, redarguisce i frati benedettini dell'Abbazia di Fontgembar etichettati come "integralisti" che vedevano in lui un "antiPapa" e confisca  loro i fondi dell'Abbazia, frutto di donazioni di mecenati. "Perché sperperare somme così ingenti quando altre voci gridano da mesi, la miseria che affligge la terra del Gange, del Brasile, del Terzo Mondo?"
Alla fine adorerà e farà adorare ai nuovi accoliti un Cristo con le sembianze di Che Guevara.
Fin dove può spingersi l'immaginazione di uno scrittore che preconizza con un larghissimo anticipo quello che già stiamo vivendo in modo drammatico?

Intanto sotto le volte delle cattedrali tra fumi di hashish e marijuana e chitarre pagane ecco echeggiare la canzone che accoglie lo sbarco dell'armata del Gange (gli invasori del libro), cantata da una negra. Roba da far venire i brividi...

Budda e Allah
Si sono recati a salutare il piccolo Dio cristiano
L'hanno schiodato dalla croce
Gli hanno asciugato il volto deluso
L'hanno fatto alzare in mezzo a loro: 
"Ci devi la vita, piccolo Dio, 
Che cosa ci darai in cambio?"
"Vi darò il mio regno, 
Perché il tempo dei mille anni sta finendo
E sta finendo il tempo dei mille anni...

Il titolo del libro deriva da un versetto dell’Apocalisse: «Quando i mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magog, per adunarli per la guerra: il loro numero sarà come la sabbia del mare. Marciarono su tutta la superficie della terra e cinsero d’assedio il Campo dei Santi e la città diletta».

Nel romanzo si narra di milioni di diseredati dell’area del Gange (indiani, pachistani, bengalesi), che aizzati da una specie di profeta straccione detto il "coprofago" s’impadroniscono di centinaia di “carrette del mare” e intraprendono un folle viaggio verso l’Europa cercando di raggiungere la Costa Azzurra. «A quel tempo ho immaginato una massa di immigrati asiatici – ha spiegato Raspail in una recentissima intervista – ma l’etnia era indifferente, per me simboleggiavano l’intero Terzo Mondo». Ma forse Raspail ha scelto "invasori lontani", per essere al riparo dalle contumelie terzomondiste dei "più vicini" dell'Africa francofona.


L’invasione è pacifica, ma il numero dei miserabili in arrivo dall’Asia è già di per sé una minaccia per la Francia e per l’intera Europa. Eppure – e qui sta la genialità e la preveggenza di Jean Raspail – i governi e le élites culturali non sanno come affrontare il problema. Anzi, con la complicità di religiosi, di intellettuali radical-chic, organizzazioni umanitarie, media, cercano di preparare il terreno con una martellante campagna propagandistica che deve far accettare all’opinione pubblica l’avvento della società multirazziale. Cioè praticamente quanto sta capitando oggi in Italia con la tambureggiante campagna-stampa in favore dello ius soli e gli sbarchi incessanti all'insegna del mantra "noi salviamo vite".  
Quando la flotta degli immigrati arriva sulla Costa Azzurra, un gruppo di cittadini animati da spirito patriottico che tenta di resistere, viene bombardato dalla stessa aviazione francese, inviata dal governo a proteggere la marcia trionfale degli immigrati.

http://www.barbadillo.it/8499-il-ritratto-jean-raspail-e-la-preveggenza-de-il-campo-dei-santi/

L’orda asiatica  di chi parte alla conquista del "paradiso bianco"  e che sta per travolgere l'Europa, non trova  alcuna opposizione sul piano militare né sotto l’aspetto istituzionale; e men che meno – sembra dirci l’autore – dal punto di vista culturale e della salvaguardia della sovranità. La Francia è un Paese vecchio, non più abituato alla guerra, senza più un’identità né una religione. Gli ultimi eroi distintisi nella guerra d'Algeria, sono tutti morti (I Francesi di fegato? Gli ultimi sono morti in Algeria).
Quindi soccombe senza combattere al numero e alla vitalità dei popoli diseredati del Terzo Mondo, che impongono facilmente il loro stile di vita (se così può chiamarsi) ai cittadini francesi. I quali, anche grazie al martellamento propagandistico, accettano passivamente gli eventi, malgrado rimanga loro il dubbio se l’avvento della società multietnica sia davvero il migliore dei mondi possibili. I politici  annegano nei loro  fiumi di parole con i loro uomini di governo che si consultano febbrilmente, senza mai approdare a un bel nulla.
Ma ormai "viviamo nel secolo del verbo dissolutore. Le parole ci hanno dispensato dall'agire, in attesa dell'ineluttabile, perché sapevamo che l'ineluttabile è al di là delle parole" (pag. 210).


Quanto all''ideologia relativa ai nuovi arrivati, ecco alcuni elementi del nuovo Pensiero Unico...

...Si sa che esistono due tipi di razzismo: quello dei bianchi, ingiustificabile e odioso, a prescindere da qualsiasi motivo, e quello dei negri, assolutamente giustificabile, a prescindere da qualsiasi eccesso, perché esso esprime un giusto sentimento di rivalsa e sono i bianchi, dopo tutto, che devono comprendere. A Parigi, alla città universitaria, era capitato persino di sentire un leader americano del Black Power iniziare il suo discorso apostrofando così l'uditorio: "Vedo che i fratelli e le sorelle nere sono in piedi, mentre i bianchi sono seduti. Bianchi, alzatevi e cedete il posto ai neri!" 
Ma, fatto ancora più incredibile, quelli a cui era rivolto il rimprovero si alzarono docilmente e gli altri li applaudirono." (pag.253)


Nato nel 1925 nella regione della Loira, Jean Raspail è uno scrittore prolifico e versatile, autore nell’arco della sua lunga carriera di almeno una ventina di libri di successo; non solo romanzi ma anche racconti e memorie di viaggio. Nel 1981 con "Moi, Antoine de Tounens, roi de Patagonie" ha vinto il Grand Prix de l’Académie française; nel 1987 SugarCo ha pubblicato in Italia I nomadi del mare, autentico bestseller in Francia, rimasto a lungo nei primi posti nelle classifiche delle vendite e per il quale l’autore ha ricevuto il premio Chateaubriand; infine nel 1996 Raspail si è aggiudicato il Prix Prince Pierre de Monaco e il Prix Maisons de la Presse con il romanzo "L’anello del pescatore", pubblicato in Italia nel 2009 da CasadeiLibri.

Lungi dall’essere il “razzista” dipinto  così da certa stampa "progressista", Jean Raspail ha viaggiato per il mondo come etnologo alla ricerca di culture e popoli in via d’estinzione, dalla Patagonia  (ricopre l'incarico di console generale della Patagonia) all’Alaska, dalle Antille alle ande peruviane. «Sono un difensore di tutte le razze minacciate – ha sempre detto – compresa quella bianca».

Cattolico tradizionalista, con simpatie politiche per la monarchia, solo contro tutti, Raspail è fedele alle virtù antiquate ormai divenute care estinte: la lealtà, l’onore, la tradizione, il sacrificio, l’altruismo, la fede nel miracolo…”.
E’ questo il Raspail per tanti francesi che lo seguono e apprezzano: il Profeta, il Veggente.

Non ha mai smesso di épater le bourgeois, o forse sarebbe meglio dire i radical-chic: nel 2004 ha scritto per Le Figaro un commento che gli è costato una denuncia dalla Lega contro il razzismo e l’antisemitismo (LICRA). Motivo?
Nell’articolo intitolato «La patria tradita dalla Repubblica» lo scrittore sosteneva ciò che è davanti agli occhi di tutti: 
«L’Europa cammina verso la morte. (…) Il silenzio quasi sepolcrale dei mezzi di comunicazione, dei governi e delle istituzioni comunitarie sul crollo demografico dell’Europa dei 15 è uno dei fenomeni più importanti della nostra epoca». 



"Vi sarà comunque un altro genocidio, cioè la nostra scomparsa" (pag. 211 da "Il Campo dei Santi").


15 July 2017

La sinistra resuscita il Babau del vecchio antifascismo




Italia delenda est. Il nostro paese è vittima di una guerra non dichiarata che vuole ridurla a brandelli. E ci sta riuscendo di giorno in giorno. Una classe politica vile e scellerata ha fatto patti nefandi per poter sforare i parametri di Maastricht e ottenere maggior "flessibilità" nei conti, in cambio di immigrati da assumere TUTTI sul proprio territorio. E di che cosa si occupa la sinistra degli abusi per sollevare polveroni? Di inasprire la legge Scelba del 1952 e la legge Mancino del '93, mediante il nuovo ddl Fiano.

Emanuele Fiano, capogruppo del PD, si serve del passato della sua famiglia per non chiudere mai i conti con la storia, e incatenarci alla legge liberticida Mancino,  che ogni tanto viene rispolverata e ulteriormente inasprita e peggiorata,  con varie proposte di estensione (reato di omofobia), cercando ogni pretesto per mettere la museruola a idee scomode. Più ci allontaniamo dal  ventennio  del fascismo (sono passati più di 70 anni) più aumenta la voglia di mordacchia, di memerie imposte,  di polizia del pensiero e museruole varie. E' evidente che tutto ciò è fortemente pretestuoso e che l'obbiettivo principale è quello di creare l'equazione SOVRANISMO = fascismo. Populismo, idem.
E'  chiaro e lampante che a fronte di una nuova temibile dittatura  della quale già scrissi nel post "Il Terzo Mostro Totalitario", è bene far finta che non esista e focalizzare  invece l'attenzione mediatica verso quella lontana, molto lontana nel tempo. Ma la storia non si ripete mai con le stesse modalità e ogni patetico allarme circa il  presunto "ritorno della camicia nera", per farci dimenticare gli EurokomiSSar di Bruxelles non eletti  sotto lo straccio azzurro a 12 stelle, e i suoi sodali non eletti in Patria (il PD) con annessi i disastri che stiamo vivendo, è destinato a naufragare.

Detta legge serve ad un PD in via di frantumazione per ricompattarsi, all'insegna dell'abbattimento del Nemico comune, insieme alla scellerata proposta dello ius soli  da far passare ad ogni costo, mettendo la fiducia, nonché del femminicidio.

E sono due i segnali. Il primo è che dalla galassia animata da Giuliano Pisapia, dal sindaco di Milano Giuseppe Sala e soprattutto dall'area ora occupata daMpd (Bersani, Speranza e D'Alema) si erge un coro che perfettamente si armonizza con il refrain di Renzi e Fiano («La nostra legge non è liberticida. Liberticida era il fascismo. Almeno la Storia!»). A farsi trascinatore di questa ritrovata unità a sinistra è proprio sindaco milanese. «Se la proposta di Fiano - spiega Sala - è quella di ammodernare una legge che risale al 1952 io sarò con lui».
da Antifascismo, un depistaggio per ricompattare la sinistra (il Giornale).

Capirai che gran trovata quella di rinverdire una  veccchia legge nata nel dopoguerra, sulla scia della caduta del ventennio e delle macerie della II Guerra mondiale!

Il nuovo assist per  continuare a fare i Gendarmi della Memoria, è stato offerto dall'episodio del bagnino di Chioggia  Gianni Scarpa, personaggio folcloristico con la bandana che ha messo cartelli politicamente scorretti per la spiaggia in quella che viene chiamata la "spiaggia fascista". Uhh! Ecco che le anime belle alla Boldrini si sono stracciate le vesti affinché venisse perseguito per  "apologia di fascismo". Ora Salvini si è offerto di prestargli assistenza legale, dopo che la Digos è venuta a fargli visita.
Laura Boldrini - manco a dirlo - si è fatta promotrice di una proposta  di radere al suolo tutti gli edifici fascisti e i simboli architettonici del Ventennio. Una mossa che ricorda la distruzione dei bellissimi Budda della Valle del Bamiyan in Afghanistan, da parte dei Talebani.

"Nella vanità di questa donna c' è un disprezzo così profondo per la cultura e per la civiltà italiana che ogni spirito libero dovrebbe considerare con preoccupazione", sostiene Sgarbi. Come dargli torto?

Sempre sullo stesso argomento delle "vestigia fasciste", segnalo  quest'ottimo articolo di Rino Cammilleri.  (Ma colonie marittime di creazione fascista ce ne sono dappertutto, anche in Toscana, dove una intera città venne appositamente fondata, Tirrenia. Quella di portare d’estate i figli dei dipendenti pubblici in colonia fu un’abitudine che rimase anche nella Repubblica, a memoria di chi scrive (che vi prese parte da bambino) per tutti gli anni cinquanta).

Insorge contro il ddl Fiano perfino Grillo e i 5 stelle: Il loro nuovo schema mediatico è il fascismo a intermittenza. Quando i partiti e i media che gli strisciano attorno non sanno più come contrastare una posizione di buon senso del MoVimento 5 Stelle gridano al fascismo. Fino a qualche settimana fa, infatti, il MoVimento era fascista perché voleva accendere i fari sul comportamento delle Ong nel mar Mediterraneo.

Certamente rozza e primitiva la versione di Grillo, ma in fondo non sfugge nemmeno a lui il fatto che sotto la voce pretestuosa di "fascismo", ci fanno passare ogni forma di dissenso e di protesta contro la loro stessa arroganza e protervia.

Non si può prendere a randellate il proprio popolo ogni giorno che passa, per poi organizzare trappole legali, ma micidiali con le quali incatenarlo. Non si possono resuscitare i fantasmi del passato per impedirne la crescita e renderlo eternamente bambino!
Sono tagliole destinate a ritorcersi contro chi le architetta.