22 September 2017

Pagliacciate istrioniche da parte di Gra(da)sso



Ma ne dobbiamo sentire ancora di cialtronate in questa buia notte della Repubblica che non passa mai? Sì, adda passà 'a nuttata ma vedo che non passa mai. Nel frattempo ci tocca vedere e  sentire tante di quelle pagliacciate da rimanere tramortiti.

L'ultima è l'assolo demenziale di  Pietro Grasso che ieri in tv, a tutto schermo si prosterna "in quanto uomo", perché - a detta sua - il cosiddetto "femminicidio" (in realtà omicidio di donne, ma l'ONU sta imponendo mediaticamente questo neologismo orwelliano),  è come un virus che si incista in nuce nel corpo e nella mente  d'ogni maschio. Ecco il suo Mea Culpa,  in diretta:

"A nome di tutti gli uomini ti chiedo scusa. Finché tutto questo verrà considerato un problema delle donne, non c'è speranza. Scusateci tutte, è colpa nostra, è colpa degli uomini, non abbiamo ancora imparato che siamo noi uomini a dover evitare questo problema, a dover sempre rispettarvi, a dover sradicare quel diffuso sentire che vi costringe a stare attente a come vestite, a non poter tornare a casa da sole la sera. E' un problema che parte dagli uomini e solo noi uomini possiamo porvi rimedio".

E ancora:

"A quindici anni - ricorda Grasso riferendosi a Nicolina - si ha il diritto di andare a scuola con la testa piena di sogni. Avevi tutta una vita davanti, ma un uomo ha scelto di spezzarla con una violenza inaudita. Un enorme dolore per la tua famiglia, per i tuoi amici, per tutti noi. Purtroppo non sei la sola ad aver avuto questo terribile destino: tante, troppe donne sono morte o sono rimaste profondamente segnate da violenze, discriminazioni, molestie, stupri".

"Tutto ciò che limita una donna nella sua identità e libertà è una violenza di genere. Non esistono giustificazioni, non esistono attenuanti, soprattutto non esistono eccezioni. Finché tutto questo verrà considerato un problema delle donne - conclude Grasso - non c'è speranza" (fonte ADNKRONOS).

Di chi parlava Gra(da)sso con una mimica facciale da teatro di De Filippo in Natale a Casa Cupiello? Parlava della povera Nicolina, la quindicenne uccisa con un colpo di pistola alla faccia a Ischitella  in provincia di Foggia, dall'ex compagno della madre,  rivolgendosi idealmente a tutte le vittime di violenze.

Dunque secondo lui  che  insieme alla Boldrini formano "la coppia più bella del mondo", in ogni uomo ci sarebbe un potenziale assassino di bambini, uno stupratore, un molestatore, un omicida e pluriomicida. Meglio, per dirla nel lessico onusiano, "un femminicida".
E lui "in quanto maschio" si prosterna all'altare del "politicamente corretto" (che in questo caso diventa "politicamente demenziale") per espiare e far espiare la teoria della "colpa collettiva" a tutti quanti.   Poiché lui, rappresenta tutti quelli del suo sesso. Pardon, bisogna dire del suo  "genere".

Seguendo il fil rouge (e che rouge!)  del Gra(da)ssopensiero non esisterebbe più sulla faccia della terra un padre onesto, un buon marito, un fidanzato amabile  e gentile.
Non bastava ancora il suo "schierarsi" per lo ius soli ad ogni costo, travalicando le sue funzioni super partes di seconda carica dello Stato? Ecco cosa dice al riguardo:  "Mi sono attirato anche qualche critica, perchè come presidente del Senato non dovrei manifestare opinioni sulle leggi".
Appunto! Meno male che lo sa anche lui.

In aggiunta a ciò,  eccolo fare ora il Carmelitano Scalzo sul "femminicidio" cospargendosi il capo di cenere e recitare il Confiteor per crimini altrui. Per poi magari sperare  subdolamente, grazie a cotanto esempio,  che  tutti gli altri uomini del Pianeta facciano altrettanto.


Ma ci faccia il piacere, ci faccia! Lui e le sue tragiche pupazzate sicule!


17 September 2017

50 sfumature di rosso


La stampa e i media ufficiali (o maistream o come vogliamo chiamarli) si connota per avere 50 sfumatore di rosso e  la cosiddetta dialettica interna al loro stesso schieramento è sempre e solo imposta da loro. Niente pesi e contrappesi, ma sfumatore di rosso diversificate al proprio interno e distribuite tra gli ospiti in studio nei loro talk show.


Ecco un esempio. L'altra sera a Otto e mezzo c'èra la Gruber con Floris e in collegamento Travaglio e Cacciari. Tutti di sinistra e senza quei contrappesi che esigono furiosamente se il conduttore è "di destra":

  • sinistra di sistema, la Gruber-Bilderberg ben piazzata negli organismi mondialisti 
  • sinistra intellò, il filosofo Cacciari, 
  • sinistra giustizialista,  Travaglio il giacobino, ovvero il Puro che epura 
  • sinistra d'occupazione mediatica, Floris. 
Risultato? Se le cantavano e se le ballavano tra di loro. Al che, ho cambiato repentinamente canale in cerca di un film. Potrei citarne almeno una dozzina di questi talk in copia, tutti clonati sullo stesso modulo, modulo dalle 50 sfumature di rosso.
Proviamo a scorrere una  breve rassegna su tutti gli uomini e donne legate all'apparato mediatico e ne scaturisce  un quadro sconsolante.


Corrado Formigli (sinistra descamisada)  su La7 nella trasmissione "Piazza Pulita", si porta dietro il peccatuccio originale di essere stato un Santoro Boy nelle trasmissioni di Tempo Reale, Raggio Verde e Moby Dick. E del suo Pigmalione (don Michele-Servire il pollo)  che lo ha tenuto a battesimo si è portato dietro la faziosità e una buona dose di demagogia, nella sua trasmissione. 

Giovanni Floris col suo sorriso da Stregatto Inebetito non c'è bisogno che ve lo descriva. E' come lo vedete e ultimamente accoglie ospiti in studio vecchi uomini Troika come la Fornero e Monti. E' mai possibile avere un presentatore così insensibile al ribollir dei furori dei cittadini e così supino e prono alla nomenklatura ? Manco farlo apposta ,la volta scorsa nel fare zapping un po' a zig zag mi imbatto in quella faccia da sveglione di Andrea Orlando e ho subito fatto "tic!" al telecomando, l'unica arma di democrazia (si fa per dire) rimastaci in pugno.  Giornalista o dipendente?



Più spesso questi giornalisti non disdegnano  di collaborare per testate "di destra", sempre in nome del "pluralismo" ( e della pecunia che non olet). E' il caso di Luca Telese, marito di Laura Berlinguer sorella di Bianca.
Giornalista parlamentare ed ex portavoce del Partito della Rifondazione Comunista e poi nell'ufficio stampa del Movimento dei Comunisti Unitari, incomincia la sua carriera collaborando con l'Unità, il manifesto, Il Messaggero e Il Foglio. Nel 1996 è assunto ne L'Italia settimanale, diretto da Pietrangelo Buttafuoco. Collabora anche con la società giornalistica "La Vespina" di Giorgio Dell'Arti. Nel 2003 comincia a collaborare con Vanity Fair. Dal 1999 al 2009 lavora per il quotidiano Il Giornale, occupandosi soprattutto di quanto avviene nella parte sinistra del sistema politico italiano e di spettacoli e cultura. Per lo stesso quotidiano dal 2007 ha seguito in particolare il Partito Democratico. Sebbene stesse lavorando per Il Giornale, quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, il 21 agosto del 2008 Telese si definisce «un comunista italiano a lungo impegnato in un giornale di destra». E attualmente collabora fattivamente per "La Verità" di Belpietro, giornale di destra.

Ai "coglioni di destra" va bene così: dev'essere anche per questo che non vincono mai. Sono degli artisti nell' allevarsi  probabili rettili in seno.  Tuttavia Telese in questi giorni si è schierato contro il ddl Fiano e la Legge Mancino, e perciò,  tra le innumerevoli sfumature di rosso, bisogna sapersi accontentare. Sinistra eretica, la sua.  Un po' come quella di  Piero Sansonetti.

Non parlo di Telekabul con la zarina rossa Bianca Berlinguer (sinistra nepotista), perché mi pare superfluo. Faccio notare che anche le altre reti hanno molti uomini Pd nei loro notiziari. Ma soprattutto la direzione generale della RAI è stata data a quel Mario  (m)Orfeo, proveniente dal Mattino di Napoli e da Repubblica. Ecco perché la tv è diventata un elettrodomestico inservibile, buona, tuttalpiù,   per vedere solo film. E con l'Orfeo incatenato siamo alla sinistra velinara e cloroformica. 




Come proveniente da Il Mattino di Napoli è quella Myrta Merlino del programma su La7 "L'aria che tira stasera", dove in paraculismo, batte i suoi colleghi maschi. Tant'è vero che Sgarbi quando è suo ospite sclera  di brutto con qualcuna delle sue proverbiali intemerate, poiché la Merlino è capace di organizzare un salotto composto quasi esclusivamente di quote rosa e pure di sinistra con cui circondarlo militarmente. Sinistra paracula. 


Altre sfumature di rosso rosé sono date da Luisella Costamagna, un'ex Santoro Girl che ha collaborato ed è stata presente in parecchi programmi santoriani (Moby Dick,  Il Raggio Verde, Sciuscià, poi Servizio Pubblico) e per lo stesso Telese. Per non dire le quote etniche rosé terzomondiste di Rula Jebreal, nata ad Haifa e diplomatasi fisioterapista che ha trovato Lammerica in Italia prima di andare per davvero in America. Nel 2013 si sposa con il banchiere americano Arthur Altschul Jr, figlio di un partner di Goldman Sachs, matrimonio utile per inserirsi negli ambienti che contano, per poi approdare dopo il divorzio,  alla relazione con un pasionario della causa palestinese come lei: un anziano Roger Waters dei Pink Floyd.   Anche lei transitata per la fucina di Santoro, passò alle cronache per essere stata definita in studio da qualcuno, un non ben identificato ospite, come "gnocca senza testa".  Ultimamente si è distinta per un alterco con Nicola Porro durante la trasmissione "Piazza pulita" di Formigli,  dandole del "sessista bianco". Lei urlava come fosse in un suk marocchino e non lo lasciava parlare, alla faccia del "sessismo".   Qui il video.

"Libero" ha lanciato un sondaggio se è più simpatica lei o la Boldrini, ma confesso di non averlo votato, a causa di una conclamata  antipatia per entrambe. Una bella lotta, dover scegliere, anche se la Boldrini è più nociva per la posizione di Terza carica dello stato che occupa! E molto meno bella di lei.


Lucia Annunziata (foto sopra) è  in quota rosso-scarlatta diventata in seguito  leftist-dem all'americana con un lungo curriculum vitae  che inizia con la provenienza da Il Manifesto, di solito un buon passaporto per approdare a Repubblica e al Corriere. Chiedetevi perché. La sua trasmissione domenicale "In Mezz'ora" sta saldamente nelle sue mani, dove intervista politici in carica,  e non c'è verso di schiodarne il suo sederone dallo scranno, come è invece toccato alla sua collega Milena Gabanelli, costretta ad autosospendersi. La giornalista, la "rossa" ossuta e segaligna che vorrebbe piacere a tutti gli spettatori-elettori (specie a quelli di destra perché più numerosi), dunque, ha detto NO a un'offerta che, rispetto a quello che doveva essere il nuovo grande portale Rai24.it, appare di serie B  poiché  il programma non è stato ideato da lei.  Tutti i dettagli su Il Fatto  che ora la sta beatificando con una raccolta di firme per riportarla in auge. Sinistra tecnica, la sua.
Non darò, ovviamente la mia firma per Milena, in quanto ai tempi dell'inizio della crisi, non le perdono di  aver proposto di  ridurre il contante a 50 euro la settimana per combattere l'evasione,  ed effettuare tutti i pagamenti piccoli con la carta di credito, riuscendo a battere perfino Monti.



Gigi Paragone, sinistra pentastellata e "antisistema" conduce un talk show partito bene e finito mediocremente. All'inizio pareva avesse sposato una linea sovranista e di critica alla Ue, all'austerità, all'euro ecc. Poi ha iniziato a ospitare vecchie cariatidi sinistrate come Mughini e Caprarica (ex direttore dell'Unità noto per le sue fogge da Zampognaro di lusso, quando faceva l'inviato in Gran Bretagna), tanto per fare i contrappesi  falso-democratici, facendo sprofondare la trasmissione nello sbadiglio e nell'indistinzione.

 Al massimo, Paragone ci propone un ring  Fusaro contro Debenedetti (fratello dell'Ingegnere). Il giovane Diego proprio non ce la fa a non parlare di lotta di classe tra gli "ultimi" (gli immigrati) contro i "penultimi" (noi Italiani), forse immemore del fatto che noi siamo caduti verso il basso a causa di una crisi che ha ammazzato i ceti medio-alti, medi, e medio-bassi, ma che fino a pochi anni fa, eravamo tutt'altro che penultimi. Ma così succede a quei marxisti che si limitano a vedere gli esseri umani come semplici "forze produttive", tralasciando il vero conflitto sulla natura dell'immigrazione che è etnico-culturale.  Insomma, il convento passa questo.

Enrico Mentana, detto Chicco Mitraglietta (sinistra camaleontica buona per tutte le stagioni). E' certamente assai astuto a dar da bere la fòla dell'imparzialità della notizia. Dinamico, fiutatore di notizie, ora ne ha escogitata una delle sue. Ha capito prima d'ogni altro che c'è il web che chiama con disprezzo "webete". E che le inchieste, i servizi e i talk non tirano più. E allora che fa?
Se ne va  personalmente a  varcare la soglia dello stabile occupato di via Napoleone III - un tempo sede di un'istituzione fascista - oggi sede di Casapound.



Ad annunciare il confronto che potrà essere seguito in streaming sulla pagina Facebook di Casapound, è stato lo stesso vicepresidente del movimento, Simone Di Stefano. "La Tv non invita mai Casapound, ma noi siamo signori e invitiamo la Tv a Casapound", si legge nel post. Dopo l'annuncio, un'avvertenza: "Quando il 29 settembre (data battistiana) vedrete tuoni e fulmini sul centro di Roma non preoccupatevi: sono io che discuto amabilmente con Enrico Mentana", afferma Di Stefano.
In realtà  è il piccolo Rommel Mitraglietta a ricavare molta notorietà e audience da questo insolito incontro con forze notoriamente marginalizzate e mai ospitate in tv. Col rischio di sedarle nel mare magnum narcotico dei media.
Ma Chicco Chicco  non lo sa! O meglio, sì che lo sa.
Quest'anno mi sto proponendo di non guardare nessun talk perché sono nauseata da questa dittatura mediatica, alla quale collaboriamo da spettatori paganti.
Siamo alla Comunicazione Mondiale Centralizzatain un flusso informativo che viene deciso da alcuni centri molto limitati di persone, i quali determinano ogni giorno l’agenda giornaliera. E' questa la vera ragione dell'omologazione dei programmi in copia, clonati sulla stessa velina-melina, all'omologazione dei conduttori e anchor men  che devono essere fidati e fedeli stuoini. Stuoini  dalle 50 sfumature di rosso.  Tutti sulla stessa notizia o sullo stesso genere di notizie fasulle; tutti lì, come sciacalli estenuanti, mentre noi siamo ridotti a cercare la "vera notizia", quella che i media non dicono, altrove.  Gratis e lontano dai teleschermi. 

13 September 2017

La buia notte in cui tutte le vacche sono nere





Ritorno a parlare di stupri etnici (sì, inutile non volerne vedere la connotazione) legati ad un'invasione-occupazione del nostro suolo. Ma anche a come il sistema mediatico al servizio di questo governo si difende con la teoria del "questo o quello per me pari sono". Alludo alla provvidenziale notizia dei due carabinieri caduti tragicamente nella trappola al miele delle due studentesse americane ubriache. La tempistica è alquanto sospetta: il tutto è avvenuto a soli due o tre giorni dall'assalto delle bestiacce di Rimini e in molti sono lì a chiedersi se non si tratta dell'ennesima brutta notizia-bomba  lanciata tanto per  cancellare quell'altra, efferrata. E' così che procedono i media, trasformando gli uomini in insetti privi di memoria che badano solo all'istantaneo. 
Sono d'accordo con Sallusti e col suo editoriale sul Giornale. E' evidente che un servitore dello stato che deve garantirne legge ed ordine abbia più responsabilità etiche e morali di chiunque altro.  

La sinistra può tirare un sospiro di sollievo, e in molti già lo hanno fatto: non sono solo gli immigrati a violentare le donne, quindi liberi tutti, il branco di Rimini è in parte riabilitato se anche due carabinieri in divisa si macchiano di colpe simili.

Non ci stiamo - commenta -  e non ci sto nemmeno io. In questi giorni abbiamo assistito al silenzio assordante della Boldrini, della Boschi subito pronta a dire che lo stupratore è solitamente domestico e che la violenza sessuale  si consuma in famiglia. Innanzitutto le colpe sono ancora tutte da accertare e non mi è piaciuta neanche un po' la Pinotti (ministro della Difesa che non ci difende e fa entrare oves et boves nel nostro Paese) partire con l'arma in resta "in quanto donna" (come si dice nel fasullame del solito femminese-sinistrese), dimenticando di essere ministro di un ministero di peso affidato solitamente agli uomini. "Non posso anticipare l'esito della commissione interna, il primo atto è stata la sospensione ma penso si debba andare oltre". I TG hanno riferito altre sue dichiarazioni nella quali afferma che occorre punirli quale che sarà il risultato dell'inchiesta della Procura.

Ministra, come dice il parà Sallusti, l'Arma ha già gli anticorpi per espellere i reprobi e lo ha appena fatto. Lo avrebbe fatto, prima di lei e lo farà dopo e senza di lei. Come ben sa, subiranno doppio processo: militare e penale.  Lei non deve parlare al carrozzone mediatico  tanto per rinfocolare polemiche con  la teoria che piace tanto al suo partito secondo cui uno stupro vale l'altro, e che gli stupri endogeni sono più numerosi  di quelli etnici (cosa non vera, perché le indagini mirate sulle debite proporzioni parlano chiaro), ma da ministro dovrebbe sapere che un bel silenzio non fu mai scritto, e la riservatezza è la prima prerogativa per chi vuole salvaguardare forze che passano il loro tempo a proteggere anche la sua,  per me futile,  persona. 
Le due ragazze non riportavano segni di violenza alla visita. mentre la poveretta giovane polacca è stata sventrata e ricucita daccapo con referti medici-legali raggelanti.
E ancora : 
Ma, detto questo, chi oggi sventola soddisfatto la violenza di Firenze come un trofeo da esibire contro chi sostiene che certa immigrazione è un pericolo sociale si comporta da vero mascalzone. I carabinieri e, in generale, le forze dell'ordine, sono e restano, anche dopo questa vicenda, una ricchezza - direi un pilastro - di questo Paese. Una risorsa di cui vantarsi e che è doveroso proteggere dagli sciacalli.

Se almeno i media avessero continuato a  tenere aperta la finestra sul branco di Rimini, sulla ragazza  operata e ricucita, sul suo compagno ferito con cocci aguzzi di bottiglia o sulla povera vecchia stuprata da un nigeriano e in stato di choc all'ospedale...Ma no, le vecchie violenze sono state già tutte azzerrate, cancellate, archiviate e derubricate, come se nemmeno fossero accadute,  perché ora tengono banco i due  "allegri carabinieri" con le studentesse americane.



Concordo anche con Massimo, che prima di me, ha affrontato l'argomento:

E vorrei ricordare che è facile "sbattere il mostro in prima pagina" vendendo più copie sulla base di semplici affermazioni unilaterali, quando soprattutto non essendoci segni di violenza, non vi è stata evidentemente alcuna resistenza da parte delle "vittime" come invece, ad ogni evidenza, c'è stata da parte della giovane polacca che ha cercato, e ne porta i segni, di negare ogni consenso ai suoi aggressori.
Ma oggi logica e buon senso vengono sacrificati sull'altare del "politicamente corretto" e la vedo grigia per i malcapitati Carabinieri, ma anche per tante ragazze che, dopo una festa, probabilmente non troveranno più un Carabiniere, o un amico o conoscente, disponibile ad accompagnarle a casa con la spada di Damocle di una successiva denuncia per stupro.


Riportato tutto ciò, devo una risposta ad Aldo che obietta che mica solo lo stupro è violenza. Vero, ci stiamo abituando a violenze quasi quotidiane di ogni genere e questo farà di noi un popolo border line, se non ci somministriamo la sana cura della ribellione. 




Ma stupro è una parola dalla forte valenza simbolica che travalica la violenza eminentemente sessuale, che pure quando è realizzata in branco rappresenta il secondo delitto dopo l'omicidio. E' STUPRO quando ciurme di invasori sbarcano a casa nostra violando e calpestando la nostra amata Patria. E' stupro della legalità e giurisdizione quando accampano con protervia,  diritti che a noi sono costati sangue, sudore e lo scorrere di generazioni.  Inoltre leggo questo articolo di Manocchia di Imola Oggi che mi ha lasciato allibita su quanto è accaduto ieri davanti all'altare della Patria a Roma dove ricorre più volte la parola "stupro" in chiave morale :

http://www.imolaoggi.it/2017/09/13/colpirne-uno-per-educarne-cento/

 Estraggo:
In poche parole, ieri si è consumato lo stupro della libertà. E’ stata una vera e propria tortura quella di cui siamo stati vittime. Una violenza che oltre all’anima, danneggia il cuore e la mente. Perché questa è una violenza che ti impedisce di pensare, di dire e di agire. Una violenza privata, perché tutto ciò che pensi, che dici, che fai, viene demolito. Una violenza, una tortura, uno stupro i cui danni non sono fisici, ma ti massacrano l’anima.

Ma torno alla cronaca e alle varie interpretazioni dei fatti. Non posso accettare articoli come quello recente di Blondet che fa di ogni erba un fascio affastellando tutto nella sua vana volontà di critica moralizzatrice contro l'edonismo, l'ipersessualizzazione di massa e il sesso libero. Spiacente, ma mescolare il branco feroce, con due carabinieri bamba caduti in trappola, non è propriamente la stessa cosa. Non cadiamo nella buia notte in cui tutte le vacche sono nere. Il branco di Rimini il cui testosterone viaggia a mille non è stato corrotto dal "marcio occidente", ma simili comportamenti li attua anche nel deserto tra tendopoli,  palmizi e cammelli, se è il caso.

D'accordo con l'utente Rudi che  gli risponde nel forum del  suo sito:

"Blondet è troppo duro, al solito. Ce n’è bisogno, ma c’è anche bisogno di chiarezza. La decadenza dei costumi che consegue all’abbandono degli insegnamenti cristiani e la loro sostituzione con l’edonismo è qualcosa che si può imputare appunto ai cristiani, ma non ai musulmani per cui alcuni valori religiosi sono sempre rimasti confinati alla classe dominante. Nella nostra cultura il comportamento che una volta informava la nobiltà, è disceso alla borghesia e poi anche al proletariato; ai musulmani no. Loro sono rimasti allo stadio tribale e solo la loro classe dirigente ha assunto l’equivalente della nostra cavalleria fino dai tempi delle Crociate. E’ per questo che se individui così arretrati si trovano liberi di fare ciò che vogliono in Europa, si comportano come i loro progenitori predoni. L’Islam nel suo complesso non ha avuto alcuna evoluzione da oltre 1200 anni. E’ rimasto uguale a sè stesso (...)".

Predazione, appunto, poiché di questo si tratta. Inutile confondere e intorbidire le acque allo scopo di rimescolare le turpi azioni di chi non doveva essere qui, con chi  è nato qui, ha sgarrato e merita una punizione che non si è fatta attendere. Mi risulta invece che il padre dei due marocchini coinvolti nell'assalto sulla spiaggia, abbia già rilasciato una provocatoria dichiarazione a Matrix: "Faranno due o tre anni di carcere poi usciranno puliti, si potranno fare una famiglia e vivere tranquilli".

Parole che sono come una gragnuola di  pugni assestati nello stomaco di chi,  in quella terribile notte, ha vissuto sulla propria pelle tutto l'orrore del branco. Una ferita nelle altre innumerevoli ferite. 

09 September 2017

Blindatura completa o quasi




Stiamo assistendo ad una progressiva blindatura di tutti gli spazi di democrazia e  di partecipazione in senso fisico, morale e intellettuale. Non bastasse ciò, ci sono commissioni al lavoro per mettere le mani sul web con la scusa dell'Hate Speech (commissione Jo Cox, voluta dalla Boldrini, estensioni della legge Mancino  volute da Fiano, altri controlli sulla rete voluti da Orlando, ecc). E' come se gli addetti a questa Matrix creata artatamente cercassero di tappare tutte le sue maglie, i suoi fori in modo che non resti  più nemmeno uno spiraglio d'aria. La situazione non è solo claustrofobica e asfissiante, ma anche apertamente provocatoria. Mi spiego meglio.

Settembre e Ottobre sono di solito i mesi delle proteste e dei raduni di piazza: il caldo è sparito  e coincidono con la ripresa del lavoro. Era stata programmata una manifestazione pacifica e apartitica sul sito Imola Oggi dal titolo "Avviso di sfratto al governo" alla quale avevano già aderito numerosissimi cittadini. Dopo aver dato assenso, il questore Marino se lo è rimangiato mediante notifica al giornalista  Armando Manocchia. Ne dà conto lo stesso Manocchia sul sito Imola Oggi.
 E così dopo aver messo in piedi in questi anni per usare le parole dello stesso cronista una "deriva etica, morale, finanziaria, economica, sociale e democratica dell’Italia e con gli Italiani sempre più vessati, offesi, umiliati, depredati, strozzati e vilipesi da una classe politica di incapaci, parassiti, collusi, indagati, rinviati a giudizio, condannati, ladri, corrotti, corruttori e non ultimo traditori, che nel novembre del 2011, abusivamente indemocraticamente, illegalmente, illegittimamente e incostituzionalmente hanno deposto, destituito, un governo eletto democraticamente dal Popolo", sono saliti al potere occupando  tutte le Istituzioni dello Stato. E non basta ancora: stanno cercando di soffocare ogni anelito di dissenso, fosse anche un semplice raduno di massa.

Ma non solo. In tv non si può più vedere un dibattito che non sia egemonizzato da loro, privo di contrappesi o  con opposizioni ridotte all'irrilevanza numerica e di continuo azzittite e interrotte. Farebbero meglio ogni qualvolta c'è un programma tv a scrivere il titolo "Zona d'occupazione mediatica". 
Ha ragione Giulietto Chiesa a parlare di Comunicazione Mondiale Centralizzata,in un flusso informativo che viene deciso da alcuni centri molto limitati di persone, i quali determinano ogni giorno l’agenda del giorno di quanto si deve scrivere e di quanto no. Tutto il resto dei pennivendoli nostrani non capisce (o forse sì, ma dalla parte dei loro padroni) ma si adegua.


 Prelevo a tale scopo, un'immagine efficace da Imola Oggi di un articolo di Giuseppe Palma, su tutta la piramide del potere  composta da verie stratificazioni e su come interagisce:

1Primo strato: (in cima alla piramide): chi detiene il CAPITALE INTERNAZIONALE e chi lo gestisce;

2) Secondo strato: BCE e intero sistema bancario.. Qui l’euro, la moneta unica europea, funge da vero e proprio strumento di governo;

3) Terzo strato: Multinazionali e Finanza, cioè dove i detentori del capitale internazionale impiegano le proprie risorse;

4) Quarto strato: la sovrastruttura EUropea, vale a dire la Commissione EU, il Consiglio dell’UE e l’Eurogruppo. Il Parlamento europeo non conta nulla, quindi nella piramide non è citato;


5) Quinto strato: alcuni personaggi ed organizzazioni a servizio dei primi quattro strati. Oltre ad avere un ruolo di “suggeritori”, vengono – a seconda delle necessità – impiegati in ruoli politici ed istituzionali direttivi o addirittura di governo. Quando ciò non è possibile, svolgono un decisivo ruolo di moral suasion. In questa categoria rientrano anche scrittori di regime e intellettuali salariati;

6) Sesto strato: la Magistratura, cioè una parte di essa strettamente funzionale alle esigenze degli strati superiori;

7) Settimo strato: informazione di regime (soprattutto tv e giornali) asserviti agli strati.superioori, capaci di incidere fattivamente sulle decisioni dei due strati più bassi;

8) Ottavo strato: politici e Istituzioni della Repubblica, quindi Governo, Parlamento, Quirinale e Corte costituzionale;

9) Nono ed ultimo strato: il POPOLO.





Ma torno alla   manifestazione  del 12 settembre vietata in sfregio e in aperta violazione dell'art. 21 di quella Costituzione che nonostante la vittoria schiacciante del NO al referendum del 4 dicembre 2016, continua ad essere calpestata, e  che recita:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Ovviamente gli illegali, i clandestini provenienti da Africa e Asia hanno licenza di occupazione di suolo pubblico, di manifestazioni  e cortei non autorizzati: licenza di furto, di scasso, di prendere a sprangate la segnaletica stradale e perfino licenza di bivacco alle stazioni, come quello recente di Varese, trasformata in un'immonda Lordopoli con materassi e pagliericci a vista, attorniati da cumuli di spazzatura. Per non dire della stessa Roma!
Inoltre gli innumerevoli cortei della sinistra (antagonista  e non) che hanno costellato la storia della nostra Repubblica, sono i primi a venire autorizzati in quanto i soli ritenuti "democratici" (anche coi black-bloc e  i casseurs all'opera).
Che significa tutto ciò? Che viviamo già in una dittatura peggiore di quella fascista e comunista, dove almeno l'ordine pubblico, la sicurezza dei cittadini e il decoro delle città erano garantiti.

Non entro nel merito di un'altra manifestazione del gen. Pappalardo di lunedi 11 settembre, vietata anche quella.
E in particolare, non entro nel merito delle diatribe tra lui e lo stesso Manocchia descritte nell'articolo di Imola Oggi.
Pappalardo di cui sono comparsi numerosi video sul web, avrebbe dovuto consegnare una lettera al capo dei carabinieri di Montecitorio quale denuncia allo scopo di sciogliere un governo e un  parlamento ritenuto illegittimo, accompagnato da altri cittadini. Qui il  video .  E qui un altro.
Non so se il suo Movimento Liberazione Italia,  uscito dal movimento dei Forconi, avrà successo o sarà l'ennesima patacca con conseguente delusione. Dico solo che nel dubbio il questore di Roma, ha vietato anche questo. Così come ha vietato la passeggiata (e non marcia) di Forza Nuova.  
Niente "vacanze romane" per nessuno!

Siamo alla blindatura e repressione completa (o quasi) di tutto il sistema governativo e statale contro i suoi stessi cittadini. Non sono affatto ottimista, ma occorre dire che questa diavoleria infernale sta correndo troppo rapidamente per potersi attuare in tutte le sue pieghe più recondite.
Pertanto  prima o poi  inciamperà, cadrà e farà molto rumore, anche se non so dire quando.

Aggiornamento: Ecco cosa è accaduto ieri 12 settembre davanti all'altare della Patria a Roma:

http://www.imolaoggi.it/2017/09/13/colpirne-uno-per-educarne-cento/.

Non potevo trovare un'etichetta più appropriata per il post: dittatura, appunto!

05 September 2017

Stupri e invasione, invasione e stupri




Avrete notato in questi giorni che è scattata una strana operazione, modello FBI all'americana a proposito del "branco di Rimini", ovvero gli stupratori della turista polacca 26enne, gli aggressori del suo compagno, e del trans (lo scrivo al maschile, poiché non capisco la ragione per scriverlo al femminile).
La domanda che i frequentatori di questo blog si sono posti  è : ci sarebbe stata una simile efficenza ed efficacia nella cattura se la parte lesa fosse stata una cittadina italiana  e non ci fossero state le provvidenziali pressioni del governo polacco che giustamente (e sottolineo l'avverbio), ora vorrebbe perfino l'estradizione delle  bestie del branco?
La risposta è NO e ne abbiamo già la riprova.
Avete notato che sull'energumeno nigeriano che ha violentato l'anziana signora 81enne nel parco di Milano è caduto il silenzio? La povera signora sotto choc è finita alla clinica Mangiagalli e ora al Niguarda. Non solo, ma ci sono state pure grandi risate di scherno da parte di un assessore del PD di Cinisiello Balsamo, un tal Ivano Ruffa che si è mostrato  ipocritamente incredulo nonostante le cronache nere dei quotidiani avessero riportato l'accaduto, cercando di negare l'evidenza.  Questo, solo per fare un esempio, sulla sicurezza e la giustizia che non ci sono.


L'arma dello stupro etnico è stata usata in passato,  per umiliare i maschi della comunità nemica i quali,  provarono un profondo senso di frustrazione per non essere riusciti a sottrarre le donne alla violenza, in quanto “la difesa delle donne è stata fin dalla notte dei tempi un simbolo dell’orgoglio maschile” ; lo stupro fu usato anche per distruggere la personalità della vittima, inoculandole una sorta di disprezzo per il proprio corpo e un malsano senso di colpa per non essere stata in grado di sfuggire alla violenza; infine fu utilizzato come forma di pulizia etnica, obbligando la donna a generare “figli del nemico” (si veda l'esempio in Bosnia), al fine di diffondere l’etnia del violentatore e di creare nella vittima un ricordo perenne della violenza subita. Durante le guerre e i conflitti armati, gli stupri sono usati di frequente come strumento di una guerra psicologica nel tentativo di umiliare il nemico e minare il suo morale. Le violenze sessuali sono spesso sistematiche e complete, e i comandanti possono realmente incoraggiare i loro soldati ad usare violenza con i civili. Queste violenze possono accadere in diverse situazioni. Gli stupri di guerra comprendono anche violenze sessuali di gruppo e violenze con obiettivi specifici, sempre durante un conflitto armato e con soldati come autori delle violenze stesse. Perché ho fatto questo intermezzo sull'origine degli stupri? 
Per dimostrare che viviamo una situazione non dissimile da uno stato di guerra e che gli stupri sono di natura "etnica", nonostante il politicamente corretto, lo voglia negare, fissandosi invece sul maschio nativo e domestico (la vulgata secondo cui gli stupri avvengono in famiglia di Boschi e Boldrini).  Una guerra la cui arma di distruzione  di massa inflittaci si chiama "umanitarismo", quello propugnatoci dall'ONU, che propone l'invasione a scopo sostitutivo, contro l'invecchiamento della popolazione.

Ma torniamo sull'accaduto di Rimini di cui abbiamo già parlato più sopra.



Dunque, oggi ho voluto farmi del male e ho letto le cronache sul Corrierone. E che cosa ho appurato? Che i media stanno tirando la volata alla gestione "sceriffesca" (si fa per dire) del Ministero Minniti (che novita!); che hanno mostrato una poliziotta  Francesca Romana Capaldo (foto in alto) capo della sezione dello Sco (il Servizio Centrale Operativo) la quale si occupa della violenza "di genere", mettere le manette alla bestia congolese Guerlin Butungu. Insomma una sceneggiatura e scenografia all'americana con tanto di G-Man, in questo caso G-Woman, per dare una mano al governo Gentiloni in vista di probabili elezioni e per agevolare altresì il  passaggio  del controverso "ius soli", passaggio che si preannuncia aspro, specie alla luce di questi ultimi accadimenti.

In questo "script" c'è il trans (o meglio "la") che è servita da superteste di grande entità, la povera turista polacca spaventata a morte e sotto choc e il compagno tapino della turista, relegato a nessuna importanza mediatica, nonostante fosse stato pestato a sangue, ferito coi cocci di bottiglia e costretto ad assistere a quello scempio.

Sceneggiature hollywoodiane a parte, ora assisteremo al consueto fenomeno di una sentenza che avrà tutte le attenuanti del caso, dovuto alla minore età del branco, con l'eccezione del "capo" Butungu.

  •  le prefiche del Pd e dintorni sottolinearanno che - poverini! - erano senza famiglia ed emarginati e già la Maraini ha iniziato a farlo. 
  • arriveranno i Radicali con i loro "nessuno tocchi Caino" a dar loro il metadone (erano drogati, poveretti! - altro attenuante). 
  • qualche avvocaticchio delle belve cercherà di attivarsi in una linea difensiva fra chi agiva e chi guardava, dividendo le responsabilità del branco.

A questo punto sarebbe bene farli processare direttamente in Polonia: loro sanno già come fare. Ed ecco perché i polacchi che a differenza di noi, sono del tutto restii a fenomeni migratori, vorrebbero l'estradizione di tutto il branco in Polonia. Se fosse per la sottoscritta, glieli spedirei già da domani. Ma le cose prenderanno con ogni probabilità un avvio contorto e complicato, come al solito. Resta la solita immancabile figuraccia di inaffidabili rammolliti nonché omertosi immigrazionisti da parte del nostro abusivissimo governo Gentiloni. Ma questo si sa già.